In memoria di Piero Dell’Amico

Tornata dal mare, verso sera, lo trovo seduto su una sedia di vimini, con le gambe accavallate e le mani attorno alla nuca. Ha lo sguardo rivolto verso l’alto: fissa così intensamente i suoi pini da far pensare che ne stia contando gli aghi, ramo dopo ramo. Come continuando un discorso che stava già facendo tra sé e sé prima che io arrivassi, esclama: “Che posto che è il Poveromo, eh? Non ce n’è di posti belli come questo”. […]