Il Tirreno: “Via libera alle scoglierine anti erosione”

Il Tirreno: "Via libera alle scoglierine anti erosione"

Presentata in Regione : nuovi setti ibridi e monitoraggio

MARINA DI MASSA. Via libera alle scoglierine, alla variante cioè del piano erosione. In pratica nel tratto Ronchi-Poveromo la parte a terra dei geotubi verrà sostituita con massi, scogliere insomma che poi proseguiranno con geotubi. La variantina è stata spiegata in Regione dall’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini ai sindaci Roberto Pucci, Narciso Buffoni (Montignoso) e Umberto Buratti (Forte dei Marmi) presenti anche le associazioni dei balneari, tecnci e ovviamente la Provincia, titolare dell’appalto.

La variantina, unita ad altri accorgimenti chiesti da balneari e Comuni, piace. La Regione dovrà metterci un altro milioncino sopra mentre la Provincia dovrà sciogliere il contenzioso in atto con le ditte. Però in teoria si può cominciare a lavorare già da domani.

 

Il progetto. Secondo i tecnici i geotubi hanno mostrato limiti nella parte a terra, nell’ancoraggio alla spiaggia. La soluzione proposta prevede dei pennelli a mare che cominciano con massi, per lunghezze e altezza fuori acqua variabili, e poi proseguono con i geotubi. Un ibrido, necessario anche per non ricominciare tutto daccapo visto che tecnicamente questa non è una variante sostanziale. Le barriere di scogli saranno più lunghe verso Ronchi (60 metri circa la prima, poi 40 la seconda, 20 metri l’ultima, ovvero l’ottava, più o meno all’altezza del bagno Europa a Poveromo) per degradare verso Poveromo. Anche l’altezza fuori acqua andrà da un fuori tutto di un metro a Ronchi e a pelo d’acqua a Poveromo.

Il monitoraggio. Balneari e Comuni hanno chiesto e ottenuto uno stretto monitoraggio della zona non interessata dalle barriere, ovvero quella da Poveromo alla foce del Versilia. Forte e Montignoso infatti da sempre chiedono

garanzie: non vogliono che il problema erosione si trasferisca semplicemente da nord verso sud. L’arenile verrà monitorato ed è stato anche stabilito che in caso di necessità si andrà subito a realizzare un nuovo setto a Poveromo con previsione addirittura di un ulteriore decimo setto.